L'arte intensa e breve di Bianca Marchetti
La prima esposizione dopo l’omaggio postumo nel 1934
La Galleria d'Arte Moderna nel mese di marzo tradizionalmente dedica un'esposizione all’arte delle donne e, in particolare alle artiste presenti nelle collezioni civiche.
Quest'anno la protagonista è la pittrice friulana Bianca Marchetti ed è la prima dedicata all'artista dopo l’omaggio postumo nel 1934. Raccoglie una cinquantina tra dipinti e disegni provenienti da collezioni e chiese friulane accanto alle due opere conservate dal museo, “Viandanti” e “Quaresimale”, esponendo anche oggetti personali, fotografie, memorie e poesie che illustrano la sua breve ma intensa arte.
La mostra si inaugura con una visita guidata da Isabella Reale, conservatrice della Gamud e curatrice dell'esposizione insieme con gli eredi dell’artista.
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La pittrice friulana Bianca Marchetti (Udine, 1905-1932) si è formata all’Accademia di Venezia ed è interprete di una pittura dai toni espressionisti e di accesa sensibilità, influenzata dall’arte dissidente di Lorenzo Viani.
Personalità dai tratti originali rispetto al panorama locale, anche se tangente con le ricerche della Scuola friulana d’Avanguardia, si discosta dagli esiti del post-impressionismo lagunare, da subito interessata a misurarsi con temi impegnati e di carattere sociale.
Scene di vagabondi, vecchi, derelitti, e soggetti religiosi sono interpretati secondo una stilizzazione lineare che appiattisce l’immagine, deformandola con tratti di ascendenza espressionista, e che si accompagna a una gamma cromatica dai toni bassi e contenuti.
Dopo aver conseguito il diploma magistrale nel 1926 presso il collegio Uccellis di Udine, dove è allieva anche dell’architetto Cesare Miani, dilettante di pittura e interprete di un gusto floreale e modernista, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove si diploma nel 1929.
A Venezia frequenta lo studio del pittore Emilio Paggiaro (Venezia, 1859-1929), ed è anche influenzata dall’opera di Lorenzo Viani che conosce attraverso le Biennali veneziane. Nel settembre del 1926 Bianca Marchetti, che ha studio in via Marinoni a Udine, partecipa alla Prima Biennale Friulana con un disegno, Ritratto di mio padre.
Nel 1930 “Illustrazione Veneta” pubblica il dipinto Viandanti, e nel settembre dello stesso anno con due dipinti a olio, Viandanti e Quaresimale l’artista figura a Trieste alla Quarta Esposizione d’Arte del Sindacato Regionale Fascista. In tale occasione in particolare il critico Silvio Benco sulle pagine de “Il Piccolo” nota come la ricerca della pittrice, per quanto ancora quantitativamente esigua, denoti “una propria personalità e una buona fantasia”.
Malata di tisi, Bianca Marchetti muore a Udine il 6 novembre 1932.
Tra i suoi ultimi lavori vanno ricordati Parole sulla Rena, Ritratto di cieco, La modella e Armonia ambulante.
Nel dicembre 1934 la Seconda Mostra d’Arte della sezione di Udine del Sindacato fascista belle arti della Venezia Giulia dedica all’artista una sala espositiva con sei lavori (Consolazione, Ritratto di mio padre, Ritratto di mia madre, Ultimo sole, Crepuscolare e Viandanti), segnalati per l’intensità dell’espressione nella critica redatta da Arturo Manzano sulla rivista “La Panarie”.

